Diario di bordo giorno quattro: "Il mistero del traffico rumoroso e la dittatura delle liste online"
Rabat - Casablanca
Chi l'avrebbe mai detto che parcheggiare "in libera" a bordo di una strada ad alto scorrimento a Rabat, pur di risparmiare qualche soldo, avrebbe comportato dei rumori notturni? Un vero mistero insondabile.
Nonostante la carenza di sonno, la giornata inizia con il trasferimento a Casablanca lungo la R322. Un'arteria a tre corsie, illuminata, con marciapiedi e giardini curati da un esercito di giardinieri. Un lusso quasi sospetto, specialmente se paragonato alle mulattiere percorse l'altro ieri. Lungo la costa, una sfilza di mastodontici complessi residenziali in costruzione si ergono come cattedrali nel deserto; tutti deserti, ma tutti rigorosamente dotati del loro fiammante ufficio vendite.
Poi, l'abbandono della R322 per la RN1 e l'inevitabile discesa agli inferi: il traffico di Casablanca. In mezzo a quel delirio di lamiere, ci è voluta la calma di un monaco zen per non perdere la ragione. Arrivati a destinazione, ovviamente, non c'era uno solo posto. Abbiamo atteso con pazienza tattica finché non si è liberato un buco in una via chiusa, rassicurati dalla vicinanza del Parco della Lega Araba e del Centro Cervantes. Il parcometro, manco a dirlo, era fuori uso, ma la vera istituzione locale non manca mai: l'immancabile "parcheggiatore abusivo in gilet giallo", pronto a riscuotere la mancia in cambio di un'ipotetica e fantasiosa protezione.
Il pomeriggio è stato dedicato alla sacra arte di spuntare luoghi dalle liste trovate su Internet dalla mia compagna. Guai a saltare una tappa, ne va della salute psicofisica della coppia! La Cattedrale del Sacro Cuore, maestoso edificio degli anni '30, ci ha riservato una sorpresa: essendo ormai sconsacrata, ospitava un vivacissimo torneo di e-sports per i fan della Coppa d'Africa.
A seguire, il Parco della Lega Araba, Piazza Mohammed V e ben trenta minuti di scarpinata verso il Palazzo Reale. Il verdetto? Una collezione di delusioni che si potevano serenamente evitare. Ma la lista è sacra, e noi l'abbiamo onorata in un paio d'ore per poi rifugiarci nuovamente sul nostro fido camper, Bartolo.
A coronare la giornata, i festeggiamenti per la Coppa d'Africa nel parco adiacente. Le nostre speranze di un sonno tranquillo sono state infrante da musica a tutto volume fino a mezzanotte. Casablanca non dorme, e non ti lascia dormire.
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