Cammino di Santiago: Dove la Terra Finisce e il Viaggio Comincia

Abbiamo cominciato il nostro percorso nel Nord della Spaga, in Galizia, vicino alla costa Atlantica. Attraversando queste zone non si puó evitare di notare i numerosi pellegrini che si dirigono tutti a passo lento con il loro zaini in spalla verso Santiago de Compostela. Questa città è il punto di arrivo di tutti i cammini, ma non l’ultima vera tappa, di tutta la rete di percorsi che dal Portogallo alla Francia si dipanano fino al Nord-Ovest della Spagna.


Il Cammino Francese è il principale tra questi percorsi, lungo circa 800 km, parte da Saint-Jean-Pied-de-Port e attraversa le regioni di Navarra, La Rioja, Castiglia e León. Esistono tuttavia alternative storiche di grande fascino: il Cammino del Nord (830 km), che costeggia le scogliere atlantiche delle Asturie; il Cammino Portoghese (circa 600 km da Lisbona o 240 km da Porto), che risale la costa verso nord; e la Via de la Plata (1000 km), che ricalca l'antica strada romana da Siviglia.

Per il pellegrino moderno, l'esperienza è regolata da strumenti precisi. La Credenziale è il passaporto del viandante: un documento cartaceo che viene timbrato presso ostelli, chiese e bar lungo il percorso. Questi timbri (sellos) servono a certificare il passaggio e sono indispensabili per ottenere la Compostela, il certificato in latino rilasciato dall'Ufficio del Pellegrino a chi ha percorso almeno 100 km a piedi o 200 km in bicicletta. La vita quotidiana è scandita dal ritmo del passo e dall'ospitalità degli albergues, rifugi dedicati dove si condivide il pasto e il riposo. Il simbolo onnipresente che guida questi passi è la conchiglia di capasanta (vieira). La sua origine è legata a antiche leggende che narrano di come il corpo di San Giacomo, giunto via mare nel Nord della Spagna, fosse ricoperto di questi molluschi. Oltre il mito, la capasanta è diventata il segnavia universale: le sue venature, che convergono in un unico punto, rappresentano i diversi cammini che portano tutti alla medesima meta. Storicamente, i pellegrini la portavano al collo o sul cappello al ritorno dal viaggio come prova dell'impresa compiuta e per attingere acqua dalle fonti lungo il ritorno.

Il nome "Santiago di Compostela" è composto da due parti distinte: Santiago che è la contrazione di Sancti Iacobi (San Giacomo). In spagnolo arcaico, Sant Iago si è fuso nel nome unico che conosciamo oggi. Si riferisce a Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli di Gesù, le cui spoglie sono conservate nella maestosa cattedrale della città. Compostela, secondo la teoria più accreditata dagli storici e dai linguisti, deriverebbe invece dal latino compositium (luogo di sepoltura) o compostum, riferendosi proprio alla necropoli romana preesistente dove fu ritrovato il corpo del santo.

Santiago è, insieme a Roma e Gerusalemme, uno dei tre principali centri di pellegrinaggio della cristianità. Oltre all'aspetto religioso, la città è anche un gioiello di pietra granitica, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
 

L'arrivo a Santiago de Compostela, per un pellegrino, significa inevitabilmente passare per la sua maestosa Cattedrale, la cui costruzione iniziò nel 1075 sulle fondamenta di una precedente chiesa distrutta. Storicamente, la struttura fu concepita per gestire enormi flussi di folla: la pianta a croce latina presenta un deambulatorio, un corridoio che permetteva ai pellegrini di circolare intorno all'altare senza interrompere le celebrazioni. Il cuore artistico è il Portico della Gloria, scolpito dal Maestro Mateo nel XII secolo, che accoglieva i fedeli con una rappresentazione plastica del Giudizio Universale.


Giunti all'interno, i pellegrini compiono gesti rituali codificati dai secoli. Il primo è l'abbraccio alla statua di San Giacomo posta sull'altare maggiore, un contatto fisico che simboleggia la fine della fatica. Successivamente, si scende nella cripta per venerare l'urna d'argento che contiene le spoglie dell'apostolo. 


Nelle grandi occasioni liturgiche, si può vedere in azione il Botafumeiro, un enorme incensiere (uno dei più grandi al mondo) che viene fatto oscillare a velocità impressionanti lungo la navata della cattedrale, per purificare l'aria, un rito che in passato aveva anche la funzione pratica di coprire l'odore dei pellegrini che dormivano all'interno della chiesa.


Molti pellegrini, dopo essere arrivati alla Cattedrale di Santiago de Compostela, scelgono di proseguire per altri 90 km a piedi fino a Finisterre (o Fisterra in galiziano) un luogo avvolto dal mito, situato sulla punta estrema della Costa della Morte, in Galizia. Questo posto per secoli, prima della scoperta dell'America, è stato considerato letteralmente il "confine del mondo". 
Il nome deriva infatti dal latino Finis Terrae (Fine della Terra). Gli antichi romani arrivarono qui e, guardando l'immensità dell'Atlantico, credettero che non ci fosse nulla oltre quell'orizzonte, se non un abisso popolato di mostri marini. 


Tradizionalmente, quando arrivavo qui,  i pellegrini bruciavano i propri vestiti o lasciavano i propri scarponi sulle rocce come simbolo di purificazione e rinascita (oggi, per ragioni ecologiche, la pratica è scoraggiata, ma il valore simbolico resta). C’è a ricordo di queato una piccola statua di uno scarpone su una delle rocce sul promontorio. Presso il faro si trova poi il cippo che segna il Km 0 del Cammino.

In questo luogo, dove il sole sembra sprofondare nell'ignoto, il pellegrino raccoglie un'ultima conchiglia sulla spiaggia di Langosteira, chiudendo un cerchio millenario fatto di devozione e scoperta. 



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