Dopo aver esplorato le sottili differenze filosofiche tra l'Europa e il Marocco, nei precedenti articoli, è giunto ora il momento di affrontare l'unico argomento che trasforma ogni guidatore in un mistico o in un pilota di rally: la rete stradale marocchina.
Dimenticate le leggende metropolitane. C’era chi ci aveva promesso strade ultramoderne e chi ci aveva preparato a viaggiare sul dorso di un dromedario per mancanza di asfalto. La verità, come un buon couscous, sta nel mezzo. I panorami però, soprattutto fuori dalle zone urbanizzate, sono sempre spettacolari.
Incredibile ma vero: le strade principali del Marocco sono, mediamente, migliori di quelle italiane. Sì, avete letto bene. Mentre noi giochiamo a "schiva la voragine" sulle nostre statali, qui le autostrade e le principali strade di comunicazione offrono un asfalto così liscio da far invidia a una pista da bowling.
Gli ingressi delle città sono trionfali: viali a quattro corsie, palme rigogliose e monumenti di benvenuto che ti fanno sentire un dignitario in visita di Stato. Il tutto è mantenuto da un "esercito" di giardinieri e spazzini così solerti che viene da chiedersi se il costo del lavoro sia inversamente proporzionale alla bellezza dei luoghi. Ma non rilassatevi troppo. La festa finisce presto.
Abbiamo visitato il Paese dopo alcuni eventi atmosferici "vivaci" che hanno messo a dura prova la rete stradale. In Europa, se l'ente preposto dice che una strada è aperta, di solito significa che è sicura. In Marocco, "strada aperta" è un concetto filosofico che significa semplicemente: "Fisicamente, un mezzo ci può passare. Buona fortuna". Ecco alcuni deliziosi esempi di cosa troverete dopo il "via libera" ufficiale:
Neve a sorpresa: Già pensare di trovare la neve in Marocco destabilizzerebbe la mente di chiunque, ma mai come trovarsi quegli allegri cumuli di neve non segnalati che occupano metà corsia, nonostante la strada sia stata riaperta. Un brivido improvviso, in tutti i sensi.
Frane artistiche: I detriti vengono "spostati", ma non sempre tutti, a bordo strada, intasando i canali di scolo per garantire che la prossima pioggia sia ancora più memorabile.
Cedimenti strutturali: Muri di sostegno crollati e voragini aperte al traffico pesante. Se il TIR passa senza cadere nel precipizio, perché non dovreste passarci anche voi?
L’effetto "Warp": Passate da un asfalto degno di Montecarlo a una mulattiera dell'età del bronzo senza alcun preavviso. Succede spesso nei villaggi: fuori comanda il Re (strade perfette), dentro comanda il Comune (budget esaurito nel 1994).
Passiamo ora al codice della strada. Non che noi italiani siamo campioni di disciplina, ma il Marocco eleva l'anarchia stradale a forma d'arte. Nelle città, il codice stradale è considerato, nella migliore delle ipotesi, un suggerimento creativo:
Motorini acrobatici: Famiglie di quattro persone su uno scooter, rigorosamente senza casco, che praticano lo slalom speciale.
Trazione animale: Muli e asini che trottano con la flemma di chi sa di avere la precedenza morale su tutto ciò che ha un motore.
Taxi collettivi e pulmini "Flash": Inchiodano o ripartono con la prevedibilità di un gatto sotto l'effetto di sostanze psicotrope.
Sosta selvaggia 2.0: Gente che parcheggia in terza corsia su strade ad alto scorrimento per comprare il pane. Consiglio pro: restate sempre nella corsia esterna, o la vostra vacanza finirà contro il baule di un incauto automobilista.
Il premio "Caos Totale" va a Casablanca, dove il traffico segue leggi della fisica ancora ignote alla scienza moderna. Eppure, in questo delirio, i marocchini mantengono una calma zen: niente urla, niente clacson selvaggi. Anche il pedone che attraversa col rosso è trattato con una cortesia quasi cavalleresca.
A bilanciare l'anarchia dei guidatori c’è una presenza poliziesca che farebbe sembrare un regime totalitario un club di lettura. Abbiamo incontrato circa 500 posti di blocco, ma forse anche di più, in 5800 km. Non sto scherzando: a volte trovi tre corpi di polizia diversi in meno di cinque chilometri.
Dimenticate la storia delle "multe farlocche". Se rispettate i limiti (segnalati con una precisione maniacale), nessuno vi toccherà. Ma se superate il limite anche di 1 km/h, preparate il portafoglio.
Regola d'oro 1: Al posto di blocco ci si ferma. Sempre. Anche se il poliziotto sembra impegnato a guardare l'orizzonte o a ignorarvi deliberatamente. È un test di pazienza: se partite senza il suo cenno, la multa è assicurata.
Regola d’oro 2: se c’è una rotonda o un incrocio c’è un posto di blocco. Se state percorrendo un tratto in discesa, in fondo ci sarà un poliziotto, nascosto tra la vegetazione, con l’autovelox e subito dopo il posto di blocco.
Regola d’oro 3: Se uscite dall’autostrada aspettatevi subito un posto di blocco, molto probabilmente con autovelox sulla rampa di uscita.
Se vi fermano, chiedete la ricevuta. Se iniziano a esitare, probabilmente state assistendo a un tentativo di "arrotondamento creativo" dello stipendio. In quel caso, una protesta garbata vi farà risparmiare parecchi Dirham.
Per chiudere in bellezza, ecco una carrellata della segnaletica locale. Abbiamo iniziato fotografando il classico "Attenzione Dromedari", ma poi la situazione è sfuggita di mano:
Lo Zoo: Cartelli per animali che in Europa vedreste solo in un cartone animato. Fate molta attenzione al secondo cartello
L'Enigma: Lo "STOP" scritto in arabo (un ottimo esercizio di calligrafia a 80 km/h).
Il Pacco Regalo: Cartelli stradali ancora impacchettati nella plastica, forse per non rovinarli con l'uso.
L'Eco-Sostenibile: Segnali dipinti a mano con una vena artistica invidiabile.
Insomma, guidare in Marocco è un'esperienza che ti cambia. O ti rende un guidatore migliore, o ti convince che il treno, in fondo, non è poi così male.






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