ISLANDA - Guida Galattica per Vanlifer

Il traghetto ha staccato gli ormeggi dal porto di Hirtshals, in Danimarca, con un’ora di ritardo, scivolando su un mare insolitamente clemente. Il cielo terso e l’assenza di vento ci hanno regalato una partenza serena, ma non prima dell’ultimo brivido burocratico: un addetto al carico, metro alla mano, ha deciso di sfidare l’altezza del nostro Bartolo. Il verdetto? Due metri e cinquantadue centimetri, esattamente due sopra il limite del nostro biglietto. Fortunatamente la fiscalità nordica ha lasciato spazio alla comprensione e siamo stati autorizzati all’imbarco senza sovrapprezzi, evitandoci un debutto finanziario decisamente salato.

Ma cosa serve davvero per approdare nella terra del ghiaccio e del fuoco con il proprio mezzo, a parte una buona dose di spirito d'avventura e un fondo cassa dedicato? In realtà, l'iter è meno complesso di quanto si possa immaginare. Sebbene l'Islanda non faccia parte dell'Unione Europea, pur gravitandovi intorno con accordi strettissimi in attesa di futuri referendum, per entrare sono sufficienti la carta d'identità e la tessera sanitaria nazionale. Anche sul fronte assicurativo la vita è semplice: la carta verde europea copre solitamente l'isola senza integrazioni, a differenza di mete come il Marocco dove la polizza assicurativa locale è un spesso passaggio obbligato in porto.

L'unica via d'accesso marittima per chi desidera viaggiare con la propria casa su ruote è la Smyril Line (smyrilline.com). Navigare verso l'Islanda può essere un salasso: in alta stagione, un viaggio per due persone con un van di sei metri può sfiorare i cinquemila euro. Il segreto per non prosciugare il conto corrente risiede nella pazienza e nella flessibilità strategica. Scandagliando il sito della compagnia, siamo riusciti a scovare una combinazione vincente partendo ai primi di maggio e programmando il rientro con sosta alle Farœ per l'inizio di giugno, abbattendo drasticamente i costi.

Molti si chiederanno perché sobbarcarsi giorni di navigazione anziché noleggiare un mezzo in loco. La risposta è puramente matematica: affittare un van in Islanda parte da circa duecento euro al giorno, a cui vanno aggiunte polizze assicurative dai costi variabili ma consistenti. Certo, viaggiare con il proprio mezzo dall'Italia richiede circa dieci giorni tra andata e ritorno e una traversata non proprio breve, ma il comfort di avere le proprie cose e il risparmio sul lungo periodo giustificano ampiamente la scelta.

Una volta prenotato, il pagamento è diviso in due tranche, e dopo il saldo si entra nel radar della dogana islandese (skatturinn.is). Riceverete una mail per registrare il mezzo e pagare la driving fee, la tassa stradale che per Bartolo è stata di centosettanta euro, calcolata in base a dimensioni e durata della permanenza. Un dettaglio fondamentale emerso dai nostri studi è la validità dell'assicurazione: al momento dello sbarco, la polizza deve coprire l'intero periodo di soggiorno. Noi abbiamo dovuto anticipare il rinnovo di un mese per non farci trovare impreparati. Un consiglio da esperti: stampate tutto. Biglietti, assicurazione, libretto e certificato di importazione devono essere cartacei. Non dimenticate, inoltre, di registrare il chilometraggio poco prima dell'imbarco o appena sbarcati; la dogana è molto attenta a questo dettaglio e non mancherà di inviarvi un promemoria digitale.

Pianificare la sosta notturna in Islanda richiede invece un cambio di mentalità. Dal 2015 la sosta libera è rigorosamente vietata. Non si parla solo di campeggio, ma del semplice dormire nel proprio veicolo al di fuori delle aree attrezzate. La legge è chiara: 

Se avete intenzione di campeggiare o pernottare al di fuori delle aree attrezzate, ci sono diverse cose da tenere a mente. Secondo la legge n. 60/2013 sulla tutela della natura, è illegale pernottare in roulotte, camper, caravan, furgoni camperizzati o simili al di fuori delle aree attrezzate o urbane, a meno che il proprietario del terreno o il titolare dei diritti non abbia dato il suo consenso.

Quindi pernottare su un terreno privato senza il consenso scritto del proprietario del terreno, ma soprattutto nei parchi nazionali è vietato. Non esistono deroghe. Nelle aree urbane in teoria si potrebbe dormire lungo la strada, in pratica però ci sono i divieti locali dei vari comuni che la vietano comunque. Dato che i campeggi possono costare dai trenta agli ottanta euro a notte per due persone, un mese di viaggio rischierebbe di diventare un'emorragia finanziaria. La soluzione si chiama Camping Card (utilegukortid.is): con centosettantanove euro garantisce ventotto notti in una rete di strutture convenzionate, includendo due adulti e due ragazzi, oltre a sconti sul carburante nelle stazioni Olís e ÓB. Attenzione però alle date: la carta scade a metà settembre e molte strutture aprono solo tra l'uno e il quindici maggio. Per la nostra ventinovesima notte abbiamo per fortuna già scovato una delle rarissime aree sosta gratuite dell'isola, un segreto che custodiamo per i prossimi racconti.

Anche la gestione della dispensa è un esercizio di logistica avanzata. I ristoranti sono proibitivi e i supermercati danesi o islandesi non scherzano affatto. Per questo motivo, abbiamo fatto scorta in Spagna e Germania, caricando Bartolo di ogni bene non deperibile. Un piccolo imprevisto ha però scosso i nostri piani: durante la navigazione tutte le utenze, frigo incluso, devono essere staccate. Questo significa niente cibi freschi a bordo durante la traversata. Per fortuna, l'Islanda offre la catena Bónus, famosa per il logo del maialino rosa, decisamente più economica della media, e una produzione locale di verdure coltivate in serre geotermiche che speriamo non graveranno troppo sul nostro budget. Nota di merito per l'acqua: quella del rubinetto è eccellente, quindi potete scordarvi di acquistare bottiglie di plastica. Potete trovare molte informazioni utili per progettare il vostro viaggio sul sito islandafacile.it.

Sul fronte meteo, gli islandesi hanno un cinismo ammirevole e sono soliti dire: 

“Il meteo in Islanda è molto variabile. Se guardi fuori e vedi che è brutto non disperare. Aspetta cinque minuti e potrebbe anche peggiorare”. 

Non è una battuta, è un avvertimento. Monitorare costantemente il vento e le condizioni stradali è vitale. App come Veõur per il meteo, Windy per le raffiche di vento e Safe Travel e Færõ & Veõdur per lo stato delle strade e gli alert in generale devono diventare le vostre migliori amiche. La viabilità si divide tra strade ordinarie, percorribili da tutti, e le famigerate strade F, riservate esclusivamente ai 4x4 con buona altezza da terra. Avventurarsi su queste ultime con un mezzo inadeguato non è solo pericoloso a causa dei guadi e del fondo accidentato, ma vi esporrà al severo giudizio (e alle multe) dei ranger. 

Riguardo alle strade non F c’è da dire che ne esistono anche alcune sterrate, come ad esempio quella che va verso Bjorgtangor, il punto più ad ovest dell’Islanda, che possono essere percorse da auto normali. La strada principale è la Ring Road o strada numero 1 che in quasi 1000 km fa tutto il giro dell’isola. Questa strada è sempre aperta, anche in inverno, a meno di situazioni meteo estreme. Lungo la Ring Road, l'unica arteria a pedaggio, di circa 15€, è il tunnel Vaðlaheiðargöng vicino ad Akureyri; il pagamento va effettuato online entro ventiquattro ore dal transito per evitare sanzioni. Questo tunnel permette di evitare un passo di montagna sulla strada 83/84 che in inverno è sempre chiuso, ma che invece nella bella stagione dicono essere molto scenografico da percorrere in auto. In passato esisteva un altro tunnel a pedaggio (Hvalfjörður), ma attualmente non è più a pagamento.

Per i parcheggi, l'app Parka è indispensabile: le telecamere leggono la targa e l'addebito è automatico. Avendo registrato il mezzo alla dogana, non c'è modo di sfuggire alle multe. Infine, scaricate l'app del 112 islandese per le emergenze. Tramite questa applicazione, che utilizza il gps del telefono, potete condividere la vostra posizione e l’emergenza in cui vi trovate premendo pochi tasti. Cosa molto utile quando ci si trova in un paese straniero e non si conosce la lingua. Inoltre assicuratevi di essere in regola con la registrazione e l’assicurazione del il vostro drone, se intendete riprendere i paesaggi dall'alto, seguendo le normative locali che ricalcano quelle europee (island.is/en/o/transport-authority).

Veniamo ora al traghetto. Ricordatevi di arrivare almeno un’ora prima dell’orario di partenza. All’ingresso degli imbarchi controlleranno la vostra prenotazione e vi daranno il pass per il mezzo e le carte d’imbarco che saranno anche le “chiavi RFID” per aprire la porta della vostra stanza. Per la cronaca, né prima e né dopo essere saliti a bordo, nessuno ha controllato che le utenze del nostro van fossero disattivate. A bordo del traghetto troverete molti servizi. Vari ristoranti e bar con intrattenimento, cinema, piscina, palestra, vasche con idromassaggio, libreria etc. C’è anche la possibilità di connettersi ad internet 20€ circa per 6 Giga. Direi un vero affare!

Visto che la traversata dura quasi tre giorni ricordatevi di portare da mangiare e bere, se non volete spendere una fortuna nei locali della nave. Per fare un esempio una bottiglietta d'acqua da mezzo litro la pagherete 1,76€ e un pacchetto di patatine 4€. Oltre alle vostre medicine personali ricordate anche di portare le pasticche per il mal di mare, non si sa mai, il viaggio è lungo e l’oceano può essere molto agitato da queste parti. Il personale ci è sembrato molto gentile e sempre disposto ad aiutare. Lo si vede sempre in giro indaffarato a pulire e sistemare. La nostra cabina doveva essere quella super basica senza finestre. Ma abbiamo avuto la fortuna di avere una cabina con finestra, un bel bagno grande con asciugacapelli e tutte le altre cose che si troverebbero in un qualsiasi albergo. C’è anche un piccolo frigorifero. Ricordatevi poi di portare a bordo la vostra attrezzatura fotografica, ci saranno varie occasioni di utilizzarla: piattaforme petrolifere, le isole scozzesi, i tramonti, il Porto di Tórshavn alle Faroe quando il traghetto farà la sua sosta. Inoltre portatevi vestiti adatti anche per scendere da bordo. A Tórshavn infatti sarà possibile sbarcare per qualche ora mentre fanno i rifornimenti ed imbarcano gli altri passeggeri. 

In questo articolo scritto sul traghetto mentre stavamo in viaggio verso questa nuova emozionante meta del nostro girovagare per l’Europa spero di aver raccolto in modo corretto tutte le informazioni utili e necessarie da sapere prima di arrivare in questa nazione sicuramente affascinante ma non banale da affrontare girando in autonomia con un proprio mezzo. Sicuramente durante il viaggio impareremo molte altre cose utili e avremo modo di perfezionare la nostra conoscenza su quanto scritto sopra. Per cui non dimenticate di seguirci per rimanere aggiornati sulla nostra scoperta dell’Islanda.

Aggiornamento al 13/06/2026:

  • All'imbarco in Danimarca nessuno ha controllato che avessimo le utenze elettriche spente. All'imbarco in Islanda ci hanno chiesto solo se avessimo le bombole del gas.
  • Nessuno ha controllato i documenti del mezzo quando siamo arrivati in Islanda.
  • Spesso nei campeggi non c'è una vera reception. In genere la sera o la mattina passa un addetto a raccogliere il pagamento per il pernotto.
  • Nei campeggi quasi sempre il carico e lo scarico delle acque avviene fuori dal campeggio stesso, quindi può essere utilizzato in maniera assolutamente gratuita. 

Nota bene: Questa è la nostra verità filtrata dal parabrezza di un van, non ha la pretesa di essere una verità assoluta. Si consiglia sempre di verificare con altre fonti quanto riportato sul nostro blog.

P.S. Le immagini nel post sono foto originali scattate da noi durante il nostro viaggio. Ogni utilizzo è assolutamente vietato se non dietro espresso consenso dell’autore.  

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